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Spiriti Divini

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di Pierangelo Boatti

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Donna Augusta 2019, il vino di Bruno Vespa fa il pieno di emozioni

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Donna Augusta è un progetto nato nella cantina di Cellino San Marco (Brindisi) da un blend di Verdeca, Fiano e Chardonnay. Una serie limitatissima: 3304 bottiglie numerate più altre 199 magnum e pochi altri esemplari in grande formato. Nel calice il Donna Augusta 2019 si dimostra pronto e con un grande futuro davanti: un vino che non teme di essere dimenticato in cantina per poi essere ritrovato, strappato e saper emozionare dopo anni.
Ha il carisma di un vino rosso eppure è bianco che parla la lingua di un terroir del Sud, la Puglia, che dimostra di saper emozionare come non ti aspetti. Cotarella spiega: “Donna Augusta è nato dopo diverse sperimentazioni che hanno portato alla scelta dei vitigni tradizionali Verdeca e Fiano, quest’ultimo protagonista indiscusso tra i vitigni a bacca bianca del centro Italia a cui si è aggiunto lo Chardonnay che dona quel tocco di pienezza”.

La sfida più difficile è stata quella d’individuare il giusto equilibrio tra le componenti, perché nessuna oscurasse o svilisse le altre. Si è proceduto con vinificazioni separate e diverse fermentazioni. Le barrique di affinamento sono di 8 tipologie di legno incastonate insieme. Nel calice il vino è giallo paglierino con riflessi dorati. Al naso è armonico con note di sambuco e salvia, sentori di mandorla bianca e una leggera nota affumicata. In bocca il vino si fa apprezzare per carattere e un’identità degna di un panel internazionale. Il Donna Augusta può essere esaltante a pasto, magari con un bel piatto di pesce o con primi a base di funghi, ma a mio avviso è un bianco da contemplazione. Sarà certo contenta Donna Augusta Iannini, moglie di Bruno Vespa. Dopo una vita tra magistratura e famiglia si meritava proprio un “grazie” speciale, come quello che passa da un vino cosi che le calza a pennello.
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