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di Emanuele Bottiroli

Dietro a un grande uomo c’è sempre una grande donna.

Non è un caso che il giornalista-vitivinicoltore Bruno Vespa abbia deciso di dedicare un’etichetta emblematica, destinata a sfidare i grandi bianchi internazionali, alla moglie Augusta Iannini. Il Donna Augusta 2019, per la regia enologica di Riccardo Cotarella, fissa un “prima” e un “dopo” per la vitivinicoltura pugliese. Donna Augusta è un progetto nato nella cantina di Cellino San Marco (BR) da un blend di Verdeca, Fiano, Chardonnay.

Una serie limitatissima: 3304 bottiglie numerate più altre 199 magnum e pochi altri esemplari in grande formato. Nel calice il Donna Augusta 2019 si dimostra pronto e con un grande futuro davanti: un vino che non teme di essere dimenticato in cantina per poi essere ritrovato, stappato e saper emozionare dopo anni. Ha la forza e la struttura di un vino rosso anche se vestito di bianco. La referenza parla la lingua di un terroir del Sud, la Puglia, che dimostra di saper emozionare come non ti aspetti.

Riccardo Cotarella, enologo italiano di fama internazionale, spiega: “Donna Augusta è nato dopo diverse sperimentazioni che hanno portato alla scelta dei vitigni tradizionali Verdeca e Fiano, quest’ultimo protagonista indiscusso tra i vitigni a bacca bianca del Centro Italia a cui si è aggiunto lo Chardonnay che dona quel tocco di pienezza”. La sfida è stata individuare il giusto equilibrio tra le ocmponenti, perché nessuna oscurasse le altre. Si è proceduto con vinificazioni separate e diverse fermentazioni. Le barrique di affinamento sono di 8 tipologie di legno incastonate insieme. Nel calice il vino è giallo paglierino con riflessi dorati. Sarà certo contenta Donna Augusta Iannini, moglie di Bruno Vespa. Dopo una vita tra magistratura e famiglia un inchino speciale, come quello che passa da un vino che le calza a pennello: come lei è forte e sorprendente.

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