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di Italian Wine Journal

Un tris d’assi per una regina 

E’ il progetto del nuovo vino bianco, Donna Agusta, prodotto appositamente per la moglie, una “bianchista” si potrebbe dire, nella versione dell’annata 2019. Winemaker il collaudato ticket Bruno Vespa – Riccardo Cotarella, riuscito nell’impresa non semplice di produrre un vino bianco da uve bianche in equilibrio tra leggiadria e potenza. Gli assi sono verdeca, fiano e chardonnay. Mai come oggi il fermento produttivo nel Mezzogiorno d’Italia è fortissimo. Grande anche il salto nella qualità media dei vini, non più tannici, alcolici ed astringenti, ma equilibrati, gentili, pur nella loro mineralità spiccata. Donna Augusta è un vino da 13 gradi alcol, con un packaging accattivante. Attacco fiero e prolungato al naso, nel profumo, splendido nel suo manto giallo dorato. Scatta in bocca con la sua texture fatta di nuances di frutta esotica e fichi d’india dati dalla verdeca, che abbracciano le fresche note del fiano e la gentilezza dello chardonnay. Appena 3304 bottiglie per questo vino speciale.

La verdeca è un vitigno bianco la cui origine è totalmente sconosciuta, e probabilmente, come molte varietà meridionali, la sua provenienza dovrebbe essere greca, ai tempi della colonizzazione che vide questo popolo fondare la Magna Grecia italiana. Alcuni però ne vedono delle similitudini con l’Alvarinho portoghese. È conosciuta anche con i sinonimi albese bianco, verde, verdera, verdesca, verdisco bianco, vino verde. Viene coltivata in molte zone della Puglia da tempo immemorabile e oggi è molto popolare nella regione, tanto da rappresentare un’importante realtà economica. È diffusa nelle province di Brindisi, Taranto e Bari, e fa parte delle aree viticole del Gravina e del Locorotondo solo per citare le due più famose.

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