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di Mattia Zanardo

Il presidente della Regione Veneto Luca Zaia conoscendo la sua attività collaterale di viticoltore, ogni volta che andava ospite in una sua trasmissione gli ripeteva: “Deve produrre anche del prosecco”. “Io ho risposto che con quel mondo non c’entravo niente. Poi l’estate scorsa è venuto nella mia masseria, a Manduria, in Puglia, per il battesimo, insieme al governatore pugliese Michele Emiliano del Terregiunte, un vino realizzato con uve nostre e della veronese Agricola Masi e mi ha detto: “Ora che Veneto e Puglia sono insieme, può fare il prosecco”.

“A quel punto, non potevo sottrarmi”, sorride Bruno Vespa. Per il suo ingresso tra le bollicine più bevute d’Italia, ha puntato subito al vertice. Conegliano Valdobbiadene Superiore Docg e la collaborazione con uno dei big storici del comparto, Villa Sandi di Crocetta del Montello, nella Marca Trevigiana.

L’azienda della famiglia Moretti Polegato – 51,5 milioni di euro di fatturato nel 2020 e un 2021 partito già con un più 19% – ha messo a disposizione del celebre giornalista la cura delle varie fasi delle produzioni, dalla filiera all’imbottigliamento.

“Bruno Vespa ha fatto molto per elevare l’immagine del vino italiano, anche quando, nei decenni scorsi, il settore ha vissuto periodi difficili, prima che avvenisse il rinascimento e i nostri prodotti si imponessero ormai in tutto il mondo grazie alla qualità “- sottolinea il patron Giancarlo Moretti Pelegato.

“Questa partnership rappresenta un riconoscimento di valore per Villa Sandi, per il Conegliano Valdobbiadene Superiore e per il suo territorio eletto a Patrimonio dell’umanità Unesco”. Nella cornice palladiana della seicentesca dimora, sede del gruppo, la presentazione ufficiale di questa speciale produzione: 13 mila bottiglie, per cominciare, equamente divise tra Prosecco Docg e Prosecco Rosè Doc (la nuova versione lanciata l’anno scorso e subito molto apprezzata), con il nome “per Dom”, omaggio a Dominga Coratella, figlia dell’enologo Riccardo.

La proposizione aggiunta per prevenire qualunque contestazione dalla casa dello champagne, dopo che, in passato, l’uso del cognome Vespa aveva provocato un contenzioso come la Piaggio. “Il Veneto ce l’ho nel cuore da moltissimi anni” – spiega il conduttore di “Porta a Porta” che con la sua “Vespa Vignaioli” vinifica 300 mila bottiglie all’anno.

“Non gli manca nulla, quando l’ha creato il Padreterno era di buonumore. I veneti, invece, dovrebbero fare più squadra e lamentarsi di meno. Zaia avanti nei sondaggi rispetto a Salvini? Hanno due ruoli completamenti diversi, sono perfettamente compatibili. Nelle vaccinazioni il Veneto ha fatto molto bene, lo dicono i risultati. Ma mi pare che la campagna stia andando bene in tutta Italia e tra Stato e Regioni non deve esserci un derby”.

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